Tornare in moto con poco tempo libero

Oggi parliamo di come tornare in moto con poco tempo libero. Ultimamente la mia vita è diventata un Tetris in modalità difficile: casa nuova da finire, rogne che spuntano come funghi dopo la pioggia, e soprattutto una bambina che ha deciso che dormire è sopravvalutato. Risultato: il tempo libero è evaporato e le moto hanno preso polvere come se fossi diventato improvvisamente un tipo da minivan.
Riprendere i vecchi ritmi? Fantascienza. Serviva un altro metodo.
Ripartire senza fare l’eroe
Ho smesso di inseguire il “viaggio epico da raccontare ai nipoti”(tipo il viaggio in solitaria a Barcellona) e ho iniziato a puntare sulla sopravvivenza mentale.
Una mezz’ora in sella, fatta bene, spesso vale più di 300 km di sbattimento.
La Vespa è tornata ad essere la compagna di tutto: commissioni, casa-lavoro, giri veloci, fughe spirituali di dieci minuti.
Ogni tanto sbaglio strada apposta, infilo vicoli che non ho mai percorso, o parto senza meta con l’unico obiettivo di prendere un po’ d’aria (ora freddissima) e tornare a casa con quell’odore di miscela addosso che è praticamente aromaterapia per motociclisti stanchi.
Tagliare gli sprechi (e gli sbattimenti)
Con il tempo ridotto ai minimi termini, ho smesso di complicarmi la vita:
- casco, giacca e guanti sono sempre lì, pronti come un kit di emergenza per neuroni stanchi;
- la manutenzione pesante l’ho mollata al meccanico senza sensi di colpa;
- nei rari pisolini della bimba faccio solo cose rapide e senza rumore: gomme, lavaggio, cordine, lampadine.
Fine dei pomeriggi persi a imprecare davanti a un cuscinetto che non esce o a un carter aperto perché “mi è rimasto in mano un pezzo che dovevo mettere dentro prima”.
Le moto restano in ordine, io non impazzisco, e quando si libera un ritaglio di tempo posso partire senza perdere tempo in pianificazioni infinite.

Passione in formato ridotto
I raduni a cui riesco ad andare ormai sono quelli dietro casa — roba che se mi chiamano mentre sto partendo posso anche tornare indietro senza drammi.
Ogni tanto scappa l’evento più impegnativo, tipo la 100 Miglia di Sinergy, ma sono eccezioni, non obiettivi.
Il senso è non mollare, anche se la vita ti mette i bastoni tra le ruote (e non sempre sono bastoni: a volte sono pannolini…).
La “flotta” è sempre quella: due Vespe curate come piacerebbe a me, un Piaggio Bravo prima serie in versione “mucchio di ferraglia”, un DR600 dell’87 che ha visto tempi migliori, e la Supersport 950 che è la sola adulta responsabile del garage.
Prima uscivano tutte a rotazione. Ora meno. Ma quando partono, partono col sorriso.
Non è questione di avere più tempo, ma di smettere di aspettarlo. Perché tornare in moto con poco tempo libero è l’unico modo per non smettere del tutto.
Una nuova direzione per il blog
Questa è la prima di una serie di dodici uscite che ci porteranno al prossimo anno.
Stavolta ci metto un po’ più di me: cose belle, rogne, opinioni, soluzioni improvvisate e tutto quello che succede quando vuoi continuare ad andare in moto anche se il tempo ti scivola dalle mani.
Se volete dirmi la vostra, i contatti sono qui sotto.
E se non siete ancora iscritti alla newsletter di Lentamente… beh, poi non lamentatevi se vi perdete i prossimi articoli. Il mese prossimo si parla di Moped.
Alla prossima Lentoni.
gianluca@lentamente.net
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