Il mio Aprilia Rally da viaggio 4.0 – Aggiornamento 2026
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Da ciclomotore a mezzo da viaggio
Nel marzo del 2023 avevo pubblicato il primo articolo dedicato alla preparazione del mio Aprilia Rally.
Nel 2025 avevo poi pubblicato un primo aggiornamento, perché nel frattempo il mio “povero plasticone” aveva macinato parecchi chilometri e, soprattutto, aveva affrontato viaggi ed eventi che mi avevano permesso di capire cosa funzionava davvero e cosa invece poteva essere migliorato.
Da allora il Rally non è rimasto fermo, anzi…. alcune cadute, qualche migliaio di chilometri e soprattutto l’esperienza accumulata durante i viaggi hanno portato ad ulteriori modifiche.

La base è sempre quella: un Aprilia Rally del 1996, con motore Minarelli orizzontale raffreddato ad aria.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi piace di questo mezzo.
Il motore raffreddato ad aria è sicuramente meno performante rispetto ad una configurazione raffreddata a liquido, ma in caso di problemi non c’è nessun impianto di raffreddamento da gestire e anche lo smontaggio completo del motore rimane relativamente semplice.
Del resto, il mio obiettivo non è mai stato quello di costruire il Rally più veloce possibile.
Il mio obiettivo è costruire un mezzo che possa portarmi lontano, con me sopra, con i bagagli e possibilmente anche tornare a casa.
Indice
- Ciclistica e freni
- Manubrio e impianto elettrico
- Illuminazione: quando il Rally viaggia di notte
- La nuova strumentazione
- Navigazione: Android Auto sul Rally
- Motore e trasmissione
- Alimentazione: doppio serbatoio e tanica
- Il Torsen AR.CO. e i cuscinetti posteriori
- Ricambi e attrezzatura
- Bagagli
- Rally 2026: la configurazione completa
- E adesso ?
Ciclistica e freni
La ciclistica rimane sostanzialmente quella già descritta nell’aggiornamento 2025.
La configurazione attuale comprende:
- Forcella anteriore Aprilia SR ’94
- Pinza freno anteriore Aprilia SR 125
- Pinza freno posteriore Phantom F12 Twin Disc
- Kit dischi freno Braking Wave
- Tubi freno in treccia metallica realizzati su misura
- Cerchi da 12″ di derivazione Phantom F12
- Ammortizzatore posteriore YSS con interasse 290 mm
- Rialzo posteriore removibile
- Cavalletto centrale Aprilia Scarabeo 50, adattato al Rally
- Cavalletto laterale di derivazione Aprilia SR ’98
- Pneumatici invernali KENDA K701
- Pneumatici estivi Michelin City Grip 2
Il passaggio alla forcella dell’SR del 1994 era stato fatto perché le forcelle originali del Rally, del tipo a grasso, non offrivano una risposta che ritenevo adeguata per il tipo di utilizzo che faccio del mezzo.
L’Aprilia Rally condivide il telaio con l’SR e inizialmente speravo quindi in uno “swap” abbastanza semplice: naturalmente non è stato così.
Il canotto di sterzo era compatibile, ma la distanza tra gli steli era differente e ho dovuto realizzare nuovamente i distanziali necessari per poter utilizzare il cerchio anteriore del Phantom F12.

Anche la pinza originale non era compatibile e ho quindi utilizzato una pinza con interasse dei fori da 60 mm, derivata dall’SR 125.
La forcella si era poi dimostrata troppo morbida per il mio utilizzo, tanto che nel 2024 ho sostituito l’olio originale SAE 15W con un SAE 20W.
Il freno posteriore
Una delle modifiche più importanti della precedente evoluzione era stata invece quella al freno posteriore.
Il Rally nasce con un freno posteriore a tamburo.
Durante alcuni viaggi, soprattutto affrontando strade scivolose e discese, mi ero però reso conto che il tamburo non era più sufficiente.
In un paio di occasioni le ganasce nuove avevano perso efficacia dopo poche frenate in discesa.
Il problema era probabilmente legato anche al peso complessivo del mezzo, considerando conducente e bagagli.

La soluzione è stata l’adozione del blocco motore di un Phantom F12 Twin Disc, che mi ha permesso di installare un freno posteriore a disco.
Ho approfittato dell’intervento anche per installare le pompe freno del Phantom e tubazioni in treccia metallica realizzate su misura.
Il Phantom Twin Disc utilizzava inoltre alberi di trasmissione più lunghi; ho scelto comunque di utilizzare alberi di lunghezza standard, mantenendo così il coperchio della trasmissione originale del Rally.
Ammortizzatore e cavalletto centrale
Anche l’ammortizzatore posteriore è stato scelto pensando al tipo di utilizzo.
L’YSS da 320 mm utilizzato in precedenza funzionava molto bene quando il Rally era completamente carico, ma senza bagagli rendeva il mezzo troppo “impuntato” sull’anteriore.
Sono quindi tornato ad un YSS da 290 mm, al quale posso aggiungere un rialzo quando il carico lo richiede.
Il rialzo ha però modificato inevitabilmente anche l’assetto del mezzo durante il parcheggio.
Con il Rally più alto e soprattutto carico di bagagli, il cavalletto centrale originale non garantiva più una posizione sufficientemente stabile.
Per questo motivo ho sostituito il cavalletto centrale originale con quello di un Aprilia Scarabeo 50, adattandolo al Rally.
Il nuovo cavalletto permette di mantenere il mezzo più stabile durante il parcheggio, anche quando il Rally è carico per un viaggio.
Ho mantenuto inoltre il cavalletto laterale di derivazione Aprilia SR ’98, che rimane particolarmente comodo per le soste rapide.
Manubrio e impianto elettrico
La zona del manubrio è cambiata diverse volte nel corso degli anni.
Dopo alcune cadute ho dovuto ricostruire completamente la zona della strumentazione e ho scelto di utilizzare un manubrio Naked, più stretto rispetto all’originale.
La configurazione attuale comprende:
- Manubrio Naked
- Manopola acceleratore “Rapido”
- Strumentazione KOSO DB-03
- Doppia batteria YUASA YTX4L-BS
- Amperometro
- Voltmetro
- Termometro ambientale
- Staccamassa
- Doppia presa USB
- Mascherina MotoCross “Tizian Cross”
- Illuminazione LED supplementare
Ma è proprio l’impianto elettrico ad aver ricevuto la modifica più importante del 2026.
Tutto in corrente continua
Originariamente il Rally utilizzava, come molti scooter dell’epoca, una parte dell’impianto alimentata in corrente alternata.

Nel corso degli anni avevo già convertito diversi circuiti in corrente continua, soprattutto per poter alimentare correttamente l’illuminazione supplementare.
Oggi ho fatto un ulteriore passo: l’intero impianto elettrico del Rally è stato convertito in corrente continua, compreso tutto l’impianto di illuminazione.
Il regolatore di tensione provvede alla ricarica delle batterie e, contemporaneamente, alimenta l’intero impianto elettrico del mezzo.
La componente alternata stabilizzata a 12 V disponibile in uscita dal regolatore è quindi, di fatto, inutilizzata.
Questa modifica ha portato un vantaggio immediato.
Gli anabbaglianti originali, ora alimentati in corrente continua con una tensione stabile, mantengono una luminosità molto più costante e non risentono più nello stesso modo delle variazioni di regime del motore.
Illuminazione: quando il Rally viaggia di notte
Uno dei problemi che ho dovuto affrontare fin dai primi viaggi è stato quello dell’illuminazione.
Molti degli eventi ai quali partecipo richiedono di percorrere parecchi chilometri durante la notte.
Il Rally però nasce come ciclomotore e, come tale, non dispone di vere luci abbaglianti.
Per questo motivo ho aggiunto una piccola barra LED sul parafango anteriore.
Dopo le cadute che mi hanno costretto a ricostruire la zona del cruscotto ho installato una mascherina MotoCross “Tizian Cross”.
Sulla mascherina è presente un ulteriore sistema di illuminazione LED, collegato al faretto anteriore.

L’assetto attuale prevede quindi gli anabbaglianti originali, ora alimentati in corrente continua, più l’illuminazione LED supplementare.
Il risultato è un sistema di illuminazione decisamente più efficace rispetto a quello originale e soprattutto più adatto alle lunghe percorrenze notturne.
Il limite dell’impianto di ricarica
La conversione in corrente continua non ha però risolto un problema che avevo già individuato negli anni precedenti.
Il regolatore di tensione e lo statore del Rally hanno una capacità di produzione di energia comunque limitata.

Quando tutte le luci supplementari sono accese, l’assorbimento complessivo dell’impianto può essere superiore a quello che il sistema riesce a produrre.
In questa situazione la batteria tende inevitabilmente a scaricarsi.
Per questo motivo la seconda batteria è diventata una parte importante dell’impianto.
La configurazione attuale prevede quindi: 2 × YUASA YTX4L-BS collegate in parallelo.
La seconda batteria è installata nel vano sottosella.
Durante la notte, con tutte le luci supplementari accese, le due batterie permettono di disporre di una maggiore riserva di energia e di mantenere l’illuminazione costante per tutta la durata del viaggio.
Durante il giorno, quando le luci supplementari vengono spente, l’assorbimento diminuisce e il sistema di ricarica del Rally è sufficiente a ricaricare nuovamente le batterie.
Non ho quindi cercato di trasformare lo statore del Rally in quello di una motocicletta moderna.
Ho semplicemente aumentato la capacità di accumulo.
La nuova strumentazione
La strumentazione originale è stata ormai definitivamente sostituita con una KOSO DB-03.
Rispetto al vecchio cruscotto, la KOSO mi permette di tenere sotto controllo molti più parametri.
La velocità viene rilevata tramite GPS, soluzione che ho preferito alla trasmissione meccanica tradizionale.
La strumentazione rileva inoltre il numero di giri del motore.
Per quanto riguarda la temperatura ho cambiato approccio rispetto alla configurazione precedente.
Il Rally rimane un motore raffreddato ad aria e non ho quindi una temperatura del liquido da controllare.
Il sistema attuale rileva la temperatura dell’aria in uscita dalla cuffia di raffreddamento del motore.
È un parametro che mi permette comunque di avere un’indicazione del comportamento termico del motore durante il viaggio.
Sul manubrio rimane inoltre il termometro ambientale, insieme ad amperometro e voltmetro per tenere sotto controllo l’impianto elettrico.
Navigazione: Android Auto sul Rally
Con l’aumentare della lunghezza dei viaggi è aumentata anche la necessità di avere una navigazione più evoluta.
Sul cruscotto ho quindi installato un sistema di navigazione compatibile con Android Auto.

La soluzione è particolare perché utilizzo un vecchio smartphone Android dedicato esclusivamente al Rally.
Il telefono rimane normalmente sotto la sella e viene utilizzato come dispositivo dedicato alla navigazione.
Il sistema dispone inoltre di una funzione Mirror, che permette di visualizzare sul display del navigatore le applicazioni Android del telefono.
In pratica non ho solamente un navigatore.
Ho un piccolo sistema Android dedicato al viaggio.
Energia per telefono e PC
Nel vano sottosella, oltre alla seconda batteria e al telefono dedicato alla navigazione, ho installato una doppia presa USB con Power Delivery fino a 100 W.
L’obiettivo è abbastanza semplice: quando viaggio con il PC portatile posso utilizzare l’alimentazione USB-PD per ricaricarlo durante la marcia.
Quando invece il PC non è necessario, la stessa alimentazione viene utilizzata per mantenere carico il telefono dedicato alla navigazione.
In questo modo posso lasciare il sistema di navigazione acceso per tutta la durata del viaggio senza preoccuparmi dell’autonomia dello smartphone.


Motore e trasmissione
Dal punto di vista meccanico il concetto rimane quello che avevo espresso già nei precedenti articoli.
Non sto cercando una preparazione esasperata.
Sto cercando un motore che possa sopportare:
- il mio peso;
- il peso dei bagagli;
- le lunghe percorrenze;
- le molte ore di funzionamento;
- le condizioni spesso difficili degli eventi.
La configurazione attuale è:
- Gruppo termico Top Performance Black Trophy
- Albero motore TPR a spalle piene
- Pacco lamellare Malossi VL14
- Variatore Malossi Multivar
- Correttore di coppia TOP 122 mm
- Frizione Malossi Fly D.107
- Campana Malossi D.107
- Rapporti secondari TOP 15/41
- Carburatore 17,5 mm ad aria manuale
- Convogliatore aria
- Scarico Yasuni R Pro
Rispetto alla configurazione descritta nel 2025 c’è soprattutto una modifica evidente:
la Yasuni R è stata sostituita con una Yasuni R Pro.
Il variatore attuale è il Malossi Multivar, mentre la frizione rimane Malossi con campana dedicata e correttore TOP da 122. Nonostante il correttore maggiorato continuo ad utilizzare una cinghia di trasmissione standard,
Il gruppo termico rimane il Top Performance Black Trophy in ghisa, il suo pistone dedicato ha riporto al bisolfuro di molibdeno.
La scelta di un cilindro in ghisa e di un pistone con quel tipo di riporto è stata fatta anche pensando alla possibilità, in caso di problemi durante un viaggio, di dover sostituire il gruppo termico senza poi pensare troppo al rodaggio.

L’albero TPR a spalle piene privilegia l’affidabilità rispetto alla ricerca della prestazione assoluta.
Il pacco lamellare Malossi VL14 completa la configurazione.
Sono inoltre state effettuate le opportune lavorazioni di raccordatura dei semicarter per migliorare i flussi all’interno del motore.
Come sempre, il miscelatore automatico è stato eliminato: la miscela viene preparata manualmente, permettendomi di decidere la percentuale di olio in funzione delle condizioni di utilizzo.
Preferisco inoltre mantenere una carburazione leggermente grassa.
Qualche prestazione in meno?
Pazienza: preferisco avere un motore adeguatamente lubrificato e raffreddato piuttosto che cercare l’ultimo chilometro orario.
Alimentazione: doppio serbatoio e tanica

Uno degli aspetti che considero più importanti per un mezzo destinato ai viaggi è l’autonomia.
Il Rally originale dispone di un serbatoio da circa 6,5 litri.
Per aumentare l’autonomia ho recuperato il vecchio serbatoio dell’olio, che ha una capacità di circa 2 litri, trasformandolo in un secondo serbatoio per la miscela.
I due serbatoi sono installati alla stessa altezza e, grazie alla configurazione dei tubi, tendono a svuotarsi in percentuale all’unisono secondo il principio dei vasi comunicanti.
Sul serbatoio principale ho mantenuto il depressore originale.
Sul serbatoio supplementare è invece presente un rubinetto dedicato che permette di escluderlo dall’impianto quando necessario. Il risultato è una capacità a bordo di circa:
6,5 + 2 = 8,5 litri di miscela.
Ma non mi sono fermato qui.
Sulla pedana del Rally è presente un supporto removibile che permette di trasportare una tanica supplementare da 5 litri.
In configurazione da viaggio posso quindi disporre di circa: 13,5 litri complessivi di carburante.
Per un cinquantino non è proprio una quantità trascurabile.
Sul manubrio sono inoltre presenti indicatori separati per la riserva dei due serbatoi, oltre all’indicazione del livello carburante fornita dalla strumentazione.
La carburazione volutamente piuttosto grassa e il peso complessivo del mezzo aumentano naturalmente i consumi.
Ma ancora una volta il ragionamento è lo stesso:
meglio qualche chilometro in meno con un litro che qualche chilometro in più con un motore da buttare.
Il Torsen ed i cuscinetti posteriori
L’ultima modifica riguarda la ciclistica e nasce da un problema che ho incontrato dopo migliaia di chilometri.
Viaggiare con il Rally significa caricare parecchio l’asse posteriore: tra il mio peso, i bagagli, i ricambi e tutto il materiale necessario per affrontare un viaggio lungo, le sollecitazioni sulla ruota posteriore sono importanti.
I cuscinetti della ruota posteriore arrivavano ad avere una vita di circa 3.000/4.000 km.
Non era esattamente il tipo di manutenzione che volevo dover fare durante i miei viaggi.

Per cercare di ridurre le sollecitazioni ho quindi installato un Torsen AR.CO., modificato appositamente per permettere di mantenere lo scarico attualmente installato, la Yasuni R Pro.
L’intervento non nasce dalla ricerca di una prestazione maggiore.
Nasce dalla necessità di rendere il Rally più resistente alle sollecitazioni che gli impongo durante i viaggi.
Ricambi e attrezzatura
Quando si viaggia con un cinquantino per migliaia di chilometri è necessario accettare una semplice realtà:
non puoi portarti dietro un’officina, ma devi poter risolvere i problemi più comuni.

Nel vano sottosella porto normalmente:
Ricambi
- Gruppo termico completo
- Testa \ Pistone \ Cilindro \ Gabbia a rulli
- Cinghia di trasmissione
- 4 candele
- Bobina
- Massette del variatore
- Tubi benzina
- 2 cordine
Attrezzatura
- Kit riparazione gomme
- Compressore Xiaomi
- Chiave per il bloccaggio della trasmissione
- Cacciaviti
- Brugole
- Inserti a tubo
- Fascette
- Attrezzatura varia
Materiale di consumo
- Olio per miscela
- Imbuto
- Misurino
- Caricabatterie USB
- Materiale elettrico di emergenza
Nel sottosella trovano posto anche il telefono Android dedicato alla navigazione e la seconda batteria.
Bagagli
Per i viaggi normalmente utilizzo uno zaino da montagna.
È una soluzione che ho trovato sorprendentemente comoda perché, appoggiandosi sulla sella, finisce per diventare quasi uno schienale durante le lunghe percorrenze.
Quando lo zaino non è sufficiente utilizzo invece il bauletto.
Ho trovato un supporto per bauletto che permette di installarlo senza modificare le plastiche originali del Rally.

Il bauletto però ha un effetto collaterale abbastanza evidente: sposta ulteriore peso sull’asse posteriore.
Ed è proprio per questo che cerco di utilizzarlo solamente quando è realmente necessario.
Rally 2026: la configurazione completa
Dopo tutti questi anni il mio Rally è diventato qualcosa di abbastanza diverso dal ciclomotore uscito dalla fabbrica nel 1996.
Ma, allo stesso tempo, è rimasto esattamente quello che volevo che fosse.
Non una moto da gara, non un mezzo costruito per raggiungere velocità folli, un cinquantino da viaggio.
Ciclistica & freni
- Forcella anteriore Aprilia SR ’94
- Pinza freno anteriore Aprilia SR 125
- Pinza freno posteriore Phantom F12 Twin Disc
- Kit dischi freno Braking Wave
- Tubi freno in treccia metallica su misura
- Cerchi da 12″ di derivazione F12
- Ammortizzatore posteriore YSS 290 mm
- Rialzo posteriore removibile
- Cavalletto centrale Aprilia Scarabeo 50, adattato al Rally
- Cavalletto laterale derivazione SR ’98
- Pneumatici invernali KENDA K701
- Pneumatici estivi Michelin City Grip 2
- Torsen AR.CO. modificato per mantenere lo scarico Yasuni R Pro


Motore & trasmissione
- Top Performance Black Trophy
- Albero TPR a spalle piene
- Pacco lamellare Malossi VL14
- Carburatore 17,5 mm ad aria manuale
- Variatore Malossi Multivar
- Correttore di coppia TOP 122 mm
- Frizione Malossi Fly D.107
- Campana Malossi D.107
- Rapporti secondari TOP 15/41
- Yasuni R Pro
- Convogliatore aria
- Miscelazione manuale
- Semicarter raccordati
Elettrico & strumentazione
- Impianto completamente convertito in corrente continua
- Regolatore di tensione per ricarica e alimentazione dell’impianto
- 2 × YUASA YTX4L-BS in parallelo
- Voltmetro
- Amperometro
- KOSO DB-03
- Rilevazione velocità GPS
- Contagiri
- Rilevazione temperatura aria in uscita dalla cuffia
- Termometro ambientale
- Staccamassa
- Barra LED
- Illuminazione LED sulla mascherina
- Anabbaglianti alimentati in corrente continua
- Doppia presa USB con Power Delivery fino a 100 W
Navigazione
- Display compatibile Android Auto
- Smartphone Android dedicato
- Smartphone installato sotto la sella
- Funzione Mirror per applicazioni Android
Carburante
- Serbatoio principale: circa 6,5 litri
- Serbatoio supplementare: circa 2 litri
- Tanica supplementare: 5 litri
- Capacità complessiva: circa 13,5 litri
- Doppia indicazione di riserva
Attrezzatura da viaggio
- Gruppo termico completo di ricambio
- Cinghia
- Candele
- Bobina
- Massette
- Tubi benzina
- Cordine
- Kit riparazione gomme
- Compressore
- Attrezzi
- Olio miscela
- Imbuto e misurino
- Caricabatterie USB
- Supporti per telefono e CAM
E adesso?
La cosa divertente è che, ogni volta che penso di aver finalmente finito di preparare il Rally, arriva un viaggio che mi dimostra il contrario.
Una modifica nasce da un problema, una soluzione ne fa emergere un altro, e così, lentamente, il Rally continua a cambiare.
La cosa che mi piace di più è che ogni modifica ha una storia: la doppia batteria nasce dalle notti passate a viaggiare con i fari accesi, Il freno posteriore a disco nasce da due discese nelle quali il tamburo aveva deciso che ne aveva abbastanza, il doppio serbatoio nasce dalla necessità di aumentare l’autonomia, la tanica sulla pedana nasce dalla consapevolezza che, quando viaggi con un cinquantino,

un distributore chiuso può diventare un problema molto più serio che con una moto normale, il Torsen nasce dai cuscinetti posteriori che non volevano saperne di arrivare a fine viaggio, il cavalletto dello Scarabeo nasce invece da una necessità molto più semplice: quando parcheggio il Rally, voglio essere sicuro che rimanga lì dove l’ho lasciato, Il navigatore e il telefono dedicato nascono dalla necessità di avere uno strumento di navigazione sempre disponibile.
E tutto questo continua ad avere un unico obiettivo: Non arrivare prima ma arrivare più lontano.
Il Rally è nato per fare pochi chilometri alla volta, io continuo a chiedergli di fare esattamente il contrario…
… e, per ora, lui continua a non lamentarsi troppo.
Buona strada!
Matteo