Moped moda o necessità?

piaggio bravo, piaggio ciao
Moped moda o necessità?

Avete notato anche voi che i vecchi ciclomotori (o moped) stanno vivendo una seconda vita? Fino a poco tempo fa erano carne da Monferraglia o materiale perfetto per far felice lo sfasciacarrozze. Ora invece spuntano come funghi: raduni, gruppi, mercatini pieni di ferri a pedali di ogni marca. Dai classici Piaggio ai Garelli, Peugeot, Cimatti, Motobecane, Benelli… perfino qualche Atala che pensavi fosse estinta (leggi: i ciclomotori degli anni 80)
E allora la domanda viene spontanea:
perché diavolo stiamo tornando a sbavare per i rottami della cantina del nonno?
Ci piacciono davvero o semplicemente non ci possiamo più permettere altro? Alla fine, con meno di mille euro recuperi un mezzo, lo sistemi “alla buona” e lo rimetti in strada. Poi sì, quando lo personalizzi dici ancora a tua moglie che hai speso mille euro… ma tutti sappiamo che è una bugia spudorata. Io vivo nel terrore che, se finisco sotto un camion, mia moglie venda tutto al prezzo che le ho detto di averlo pagato.

Torniamo in carreggiata.
Ecco le mie ipotesi.

1) L’hobby meno costoso rimasto
Le moto costano come una cucina.
Le enduro moderne hanno più elettronica di un datacenter.
I ricambi “originali” della Vespa sono gonfiati più degli affitti a Milano.
E poi trovi i moped:
– li compri a 300–600 euro (sempre che non trovi chi pensa di avere un lingotto su ruote)
– a volte te li regalano “purché te lo porti via”
– consumano talmente poco che non sai neanche dove sia il fondo del serbatoio
– l’assicurazione è ridicola
– molte parti sono intercambiabili, quindi compri uno stock di rottami e hai una fonte infinita di ricambi
Conclusione: non è amore. È sopravvivenza finanziaria.

Moped moda o necessità?, piaggio bravo

2) Colpa di Instagram (sì, anche stavolta)
Diciamolo: i moped stanno diventando hipster.
Risali sul motorino dell’adolescenza, esteticona anni ’70/’80, e puoi dire di avere un mezzo d’epoca senza vendere un rene.
Poi arrivi sui i social: Ciao tassellati, Bravo colorati, trasformazioni improbabili, pose da “moto grossa” pur avendo sotto il sedere un 50cc che in salita ti chiede aiuto.
Se ne avete uno adatto allo sterrato andate a dare un occhiata qui.
Conclusione: sì, è moda. Tanta. Troppa.

3) Manutenzione da scimmia ammaestrata
Con due chiavi, un cacciavite e un estrattore smonti tutto.
Sono perfetti per imparare meccanica senza rischiare la bancarotta.
Rompi qualcosa? Non devi bruciarti la tredicesima.
Dimentichi un pezzo? Hai fatto alleggerimento peso. In MotoGP pagano ingegneri per togliere qualche grammo, tu ci sei riuscito gratis.
Conclusione: il moped è la scuola guida del meccanico povero.

4)Versatilità fuori di testa
Hai un Garelli vecchio? Perché non farlo fucsia? O trasformarlo in un finto cross? O farci un café racer più instabile di una sedia senza una gamba?
Hai pezzi di bicicletta avanzati? Inventati un modo per montarli: sul moped tutto è possibile, niente è assurdo.
Diventa uno sfogo creativo, non un mezzo di trasporto.
Conclusione: con una bomboletta e una saldatrice scrausa ti senti un customizer.

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5)Sono più particolari (sì, più delle Vespe)
Lo so, da vespista mi sto tirando la zappa sui piedi. Ma la verità è che la Vespa ormai è ovunque: matrimoni, vetrine, aperitivi, cosplay vintage…I ciclomotori stavano sparendo. Vederne uno oggi attira l’occhio subito, soprattutto i modelli strani che nessuno ha mai visto dal vivo.
Conclusione: chi prende un moped vuole distinguersi dal “vespaio”.

Il mio Bravo ( tutorial su come NON fare un progetto)
Due anni fa ho comprato un Piaggio Bravo. Ideona: farne un mezzo da maltrattare nel fango. Nella pratica: progetto partito male e finito peggio. Sembrava in ordine. Poi ha iniziato a perdere pezzi. Lavorando nel cortile del condominio dovevo sempre rimontare tutto di corsa per liberare lo spazio.
Smontavo → trovavo un pezzo rotto → rimontavo
Tornavo col ricambio → spaccavo qualcos’altro
Chiudevo il motore → perdevo una vite
Rimontavo → mi accorgevo che avevo dimenticato un rasamento
Ho scoperto che sì, sono semplici da smontare. Ma per rimontarli serve la pazienza di un monaco tibetano.
Nel mio caso la scelta migliore sarebbe stata prenderne uno già funzionante e basta.

Conclusione: Non c’è una risposta unica. Per qualcuno è moda, per altri nostalgia, per altri ancora necessità economica.
Il moped ti riporta all’essenziale:
– zero performance (se in salita pedali TU, non il motorino)
– poca miscela
– rumoraccio da tagliaerba
– un po’ di libertà al gusto di ruggine
Se avete un racconto sul vostro motorino, se volete insultarmi per quello che ho detto o se conoscete qualcuno che abbia voglia di sistemarmi il Bravo, trovate i miei contatti qui sotto.

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Il mese prossimo: viaggiare piano.
Non perdetevelo.

Alla prossima Lentoni.

gianluca@lentamente.net 
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