La Vespa inassicurabile: come un errore burocratico mi stava costando 1200€
Qualche tempo fa vi avevo parlato dei costi di restauro di una Vespa (se ve lo siete persi, eccovi il link). Quello che non vi avevo raccontato, però, era il motivo dell’acquisto.
Avevo bisogno di una Vespa per mia moglie: in programma c’era di girare l’Italia durante le ferie. Spoiler: non lo faremo. A quanto pare il pancione non va d’accordo con le ore in sella e, di conseguenza per il prossimo futuro, il progetto è in pausa.

Ma torniamo a noi. Quando una bimba non era ancora nei piani, avevamo fretta di mettere in strada la Vespa, finire il rodaggio e provarla per bene. La soluzione più economica (e di cui mi pento ancora adesso) è stata includerla nella polizza flotta per veicoli storici che avevo già attiva. Per i meno pratici: se sei tesserato a un club, paghi circa 200 € per il primo veicolo e dai 50 ai 70 € per gli altri e ne aggiungi fino a 20. Dal terzo mezzo in poi conviene di brutto.
Passa l’estate, c’e un rimescolamento di mezzi in garage. Roba che esce e altra ne entra. In conclusione, non mi conviene più la polizza cumulativa e decido di assicurarle singolarmente. Qui iniziano i problemi.
La Vespa grigia (50 R) faccio tutto senza problemi. La bianca no. Gli assicuratori mi dicono che, essendo rimasta assicurata meno di un anno, non è stato prodotto l’Attestato di Rischio (ATR). Il sistema è bloccato. L’agenzia della polizza storica mi dice di aspettare all’anno dalla prima assicurazione o di sollecitare la sede centrale. Ci provo: dopo tre mattinate infinite ad ascoltare la segreteria telefonica che ripeteva “i nostri operatori sono occupati”, mollo. Era inverno, mia moglie non avrebbe potuto usarla ancora per parecchio, ho rimandato.
Primavera, doccia fredda: niente classe di merito, niente ATR. Nessuna agenzia accetta un veicolo precedentemente assicurato senza quel foglio. Disperato e incazzato, torno alla filiale responsabile del casino. Per loro, paradossalmente, il problema nemmeno sussiste: la loro linea è che sono le altre compagnie a fare storie per nulla. Mi propongono di assicurare la Special a circa 150 euro con una loro polizza. Accetto, non ho alternative.
Passano altri 12 mesi. Nuovo giro di preventivi. Mando tutto al mio assicuratore di fiducia che mi risponde: “Ti posso chiamare? Dobbiamo parlare”.
Nel codice universale degli adulti, significa solo una cosa: cazzi amari in vista.
E infatti. L’attestato di rischio generato mi piazzava in 18° classe. Vi suona strano? Normale, di solito la scala si ferma alla 14°. Per scendere al livello 18 devi fare almeno due incidenti con colpa in due anni consecutivi. Peccato che da quando avevo messo in strada la Vespa fossero passati in tutto meno di 18 mesi. Era matematicamente impossibile aver fatto quel percorso di distruzione. Eppure, per il sistema ero nel girone dei quasi inassicurabili, uno a cui non presteresti nemmeno una vecchia Graziella.
Il premio proposto? Quasi 1.200 euro. I siti di comparazione online fiutano l’errore tra tempi e classe e si bloccano. Qualcuno azzarda proposte folli sopra i 300 euro. Il rinnovo con i vecchi ne costerebbe 160, ma restare con loro per la terza volta? Nemmeno per sogno.
In Italia funziona così: se vieni penalizzato per un errore di sistema, sono affari tuoi. Se l’errore è a tuo vantaggio, sei un truffatore. In ogni caso, il cerino in mano resta a te.
Che si fa? L’unica cosa rimasta, che avevo chiuso in un cassetto fino a oggi: venderla.
Metà giugno, vado all’ACI e butto 110 euro (tra sospensione targa e nuovo libretto). La Vespa ufficialmente non è più mia, ma di chi avrebbe dovuto esserne il proprietario fin da subito: mia moglie. Pensavate avessi restaurato un cinquantino per regalarlo a uno sconosciuto? Col cavolo. È entrato a casa nostra 2 anni fa e ci resterà ancora parecchio.
Ora che la legittima proprietaria è lei, siamo ripartiti da una classe di merito normale (la 14°), la polizza non costa come uno stipendio e ho finalmente cancellato tre anni di mal di testa burocratici.
A voi è mai capitato di rimanere incastrati in qualche cortocircuito burocratico per colpa di un mezzo storico? Raccontatemi a gianluca@lentamente.net la vostra storia o lo sclero più grande che avete dovuto superare con le assicurazioni !
Ora che la Vespa è finalmente in regola e si viaggia “lentamente”, è tempo di pensare alla manutenzione per i mesi meno caldi. Nel prossimo articolo parleremo proprio di questo: “Prepararsi all’inverno – quando il freddo non deve fermarci”.